Ti capita di ritrovarti ad usare Instagram in automatico, senza pensarci, guardando storie delle quali in realtà non ti frega niente?

Ti accorgi di come, a volte, la tecnologia non faciliti le tue relazioni?

Credi che, oltre agli incredibili vantaggi della tecnologia, possa essere utile imparare ad usarla meglio, senza che ti sopraffagga, sviluppando con essa un rapporto migliore?

Il Media Wellbeing potrebbe esserti utile !

 

Il Media Wellbeing è un processo in grado di favorire il benessere nell’interrealtà (il mondo ibrido reale / virtuale in cui tutti noi siamo immersi per via della diffusione dei nuovi media digitali).

Il Media-Wellbeing integra i presupposti della Psicologia del Benessere e della Tecnologia Positiva con l’approccio pedagogico della Media Education.

L’obiettivo del processo, quindi, è favorire il benessere ottimizzando l’interazione con i nuovi media digitali migliorandola.

Divenire consapevoli del proprio uso di nuovi media nella giornata, sviluppando strategie volte a gestirlo al meglio per quelli che sono i propri bisogni, favorisce una presa di coscienza grazie a cui valorizzarne gli aspetti positivi (come, per esempio, la possibilità di esprimersi facilmente, di accedere a contenuti arricchenti e di qualità…) limitando al contempo gli aspetti negativi (l’utilizzo passivo dei Social Network, il sovraccarico informativo, l’attenzione divisa…)

Definizione

 

Il Media Wellbeing è un processo lifelong volto alla promozione del benessere mediale e mediato favorito da un uso positivo dei nuovi media. Tale processo è raggiungibile tramite la graduale presa di coscienza del consumo, delle caratteristiche (punti di forza e punti di debolezza), delle emozioni e dei cambiamenti corporei connessi alla fruizione di nuovi media digitali.

In altre parole, tramite questo processo -che inizia al primo contatto con i nuovi media e dura per l’esistenza-, è possibile divenire consapevoli della relazione che intercorre tra sé e i device (smartphone, tablet…) scegliendo di prendersene cura e migliorarla.

Usare i Social Network, ad esempio, non impatta solamente sul penisero ma anche su vissuto emotivo e postura, ed accorgersi della qualità di questa relazione è il primo passo da compiere per migliorarla.

L’ottica del Media wellbeing è quindi di promozione del benessere in presenza di nuovi media. In questo modo, curando la propria relazione con i nuovi media e dandovi una direzione, è possibile non venire sopraffatti dalle nuove tecnologie prevenendo utilizzi disfunzionali (che possono arrivare alla dipendenza da smartphone e da social network).

il contesto che può favorire il benessere:

Come ci indica la ricerca scientifica, l’ambiente è in grado di favorire o meno comportamenti orientati al benessere.

Ad esempio, essere parte di un gruppo di amici che fumano (variabile ambientale) può favorire il fumare (comportamento); avere nel proprio paese un’associazione sportiva in cui si pratica lo sport che ci piace (variabile ambientale), può favorire l’iscrizione e la partecipazione alle attività (comportamento).

Allo stesso modo, la presenza nel nostro spazio dei nuovi device, per esempio avere lo smartphone sulla scrivania mentre si studia (variabile ambientale) ne suggerisce l’utilizzo (comportamento), rischiando di favorire una distrazione dal compito .

Ma i nuovi media fanno male o fanno bene?

I nuovi media possono avere effetti devastanti in diversi ambiti (attenzione e concentrazione, capacità di gestire le proprie emozioni, provare empatia e relazionarsi con gli altri), ma possono anche essere in grado di favorire esperienze positive.

La risposta, quindi, è: dipende.

Dipende dall’uso che se ne fa e dalla qualità della relazione che instauriamo con essi.

Esiste un continuum in cui ognuno di noi si pone, non sempre allo stesso modo nella quotidianità: il continuum del benessere digitale!

A destra del continuum è presente l’utilizzo positivo e virtuoso dei nuovi media. Nel caso in cui la qualità dell’utilizzo di nuovi media peggiori, ci si sposa verso un uso problematico (in cui magari si passa più tempo di quanto vorrebbe sui Social e si percepisce un’impulsività all’uso), fino a giungere nel caso estremo ad una forma di dipendenza comportamentale da nuovi media (o new addictions). (Per saperne di più sulle nuove dipendenze, clicca qui)

L’ottica del Media Wellbeing è positiva e preventiva, ed attraverso la consapevolezza favorita dal Media Wellbeing è possibile porre le basi per un utilizzo positivo della tecnologia, senza incorrere in utilizzi disfunzionali o forme di dipendenze.

I processi del Media-Wellbeing: benessere mediale e benessere mediato

Per il processo di Media – Wellbeing è essenziale distinguere due modalità di benessere digitale:

Il benessere mediale,

riguarda la qualità dell’interazione con il device: quanto l’utilizzo di smatphone e Social Network impatta positivamente sul nostro stare e quanto, invece, ci distrae e ci allontana dai nostri bisogni?

Il benessere mediato,

invece, consiste nel grado in cui la tecnologia ci offre delle esperienze capaci di farci stare bene. I device, infatti, possono per sè mediare uno stato di benessere. Un esempio di questo sono le applicazioni di meditazione o l’utilizzo della realtà virtuale nella cura di ansia e anoressia.

L’approccio che si occupa di promuovere benessere tramite i nuovi media è la Tecnologia positiva

In questo video ti riassumo alcuni concetti importanti, di cui ho già iniziato ad accennarti, sulle relazioni tra benessere e tecnologie:

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