Lo smartphone magnetico

La tecnologia occupa, nella nostra vita, uno spazio che è fisico ma anche mentale. La sua continua presenza nel nostro ambiente favorisce spesso un utilizzo automatico, non sempre in linea con le nostre intenzioni: è infatti semplice trovarsi a scorrere Instagram in automatico, senza accorgersene, dopo aver inizialmente preso lo smartphone per guardare l’ora o rispondere brevemente ad un messaggio (da qui, il suggerimento di chiedersi “quali sono le mie intenzioni in questo momento?”).

Il primo passo per la costruzione di un’efficace routine di benessere digitale, in grado di migliorare la qualità della nostra esperienza digitale senza rivoluzionarla, è aumentare la consapevolezza dell’uso che se ne fa (“accorgendosi di…“).

Non moralizziamo però il nostro uso, perché i motivi per utilizzare la tecnologia sono diversi e spesso piacevoli: l’intrattenimento, l’informazione, il gioco, la comunicazione… L’insieme delle possibilità della tecnologia è un drive per il nostro utilizzo in automatico.

Quest’ultimo è connesso con la nostra capacità di prestare attenzione (ovvero, la capacità di selezionare alcuni stimoli escludendone altri): una risorsa limitata che è possibile allenare per il nostro benessere.

Come?

Portandola su un oggetto e riportandola su di esso non appena ci si accorge di essere distratti. Attraverso brevi pratiche meditative quotidiane è possibile sviluppare maggiore consapevolezza di come funziona la nostra attenzione, allenandola, e costruendo pian piano l’attitudine dell’ “accorgersi di”.

Qui di seguito, è possibile trovare le meditazioni sulla musica per la prossima settimana. E’ importante che ascoltiate un podcast al giorno rispettando l’ordine in cui si trovano qui sotto:

Giorno 1:

Giorno 2:

Giorno 3:

Giorno 4:

Giorno 5:

Cosa ci portiamo a casa da questo breve percorso di meditazione?

Abbiamo quindi sviluppato consapevolezza sul nostro consumo di nuovi media, individuando sia momenti in cui tendenzialmente siamo più connessi sia la nostra tendenza a riempire momenti vuoti della giornata con sempre qualche attività. Questo continuo dispendio di energie può essere controproducente, poiché è importante riservarsi comunque alcuni momenti (di noia o di pausette di benessere) in cui ripristinare le nostre risorse, per ripartire meglio di prima.

Infine, ci siamo concentrati sulle relazioni presenti tra il nostro uso di nuovi media e la qualità del nostro sonno (uno degli elementi essenziali per uno stile di vita sano). Usare la tecnologia per addormentarsi non è sempre funzionale perché continua a tenerci attivi. È possibile però modificare alcuni aspetti strutturali dei nostri smartphone (filtro luce, temi scuri,…) per non compromettere la nostra produzione di melatonina (l’ormone del sonno, che il nostro corpo produce in abbondanza se posto nelle giuste condizioni) creando così, già dal tardo pomeriggio, le condizioni per un sonno riposante.

“TO DO” per la prossima volta:
  • Compilare quotidianamente il diario del benessere digitale
  • Eseguire per 5 giorni le meditazioni sui suoni, nell’ordine in cui sono in questo articolo (10 minuti al giorno per 5 giorni)
  • Eseguire per almeno due giorni 5 minuti di respirazione armonica