Dal funzionamento del web alle relazioni nell’interrealtà

Quanto inquina una ricerca su Google?

Partendo da questa domanda, il nostro discorso esperienziale sul benessere digitale ci ha portato a riflettere sulle strutture fisiche che permettono il funzionamento del web (i Data Center). Internet è infatti un intricato sistema di connessioni, e l’attività che svolgiamo con il nostro smartphone è solamente la conseguenza di computazioni che avvengono nel “cloud”. Se ti interessa avere maggiori informazioni sul funzionamento di internet, clicca QUI.

Il discorso sulle strutture fisiche del web ci consente di capire meglio come la nostra interazione sui Social Network dipenda dalla loro natura algoritmica, che è in grado di predisporre l'”effetto silos” (e, quindi, un ambiente prevedibile e rassicurante, con poche grandi novità).

Sempre relativamente alla natura algoritmica di Internet, a partire dalla profilazione favorita dai cookies abbiamo introdotto il tema della protezione della nostra privacy (una volta fornito un input alla rete, è praticamente impossibile tornare indietro!) . Questa riflessione ci ha permesso di riconoscere il modo in cui Instagram è in grado di elencare perfettamente gli interessi per cui ognuno è stato profilato grazie all’analisi dei Big Data, accedendo alla voce “interessi pubblicitari“.

meme “stonks”

A seguito di questa full immersion nel funzionamento computazionale dei nuovi media, il nostro discorso ci ha portato a discutere di meme: come mai per capire un meme bisogna appartenere ad uno specifico gruppo di persone che conosce il significato specifico di quel meme? Abbiamo trovato risposta a questa domanda osservando la natura dell’unità soggetto-medium che caratterizza l’interrealtà, in cui si vengono infatti a creare diverse “sub-culture dei media“, che impattano sulle routine quotidiane di ognuno e sul proprio modo di rappresentarsi il mondo.

Nelle diverse culture (dentro e fuori dai media) ricoprono un ruolo importante i differenti simboli. I simboli sono portatori di un significato e, come abbiamo visto, possiamo anche creare uno ad hoc per noi: è infatti possibile associare un pensiero (come, per esempio, “prendo coscienza delle mie intenzioni in questo momento”) uno specifico oggetto presente nel nostro ambiente.

A seguito di questo discorso, abbiamo introdotto il tema delle relazioni online e offline, riconoscendo le opportunità specifiche di entrambe e concentrandoci quindi sul potere dell’ascolto: nelle nostre interazioni quotidiane siamo abituati a commentare e dare immediatamente feedback a chi ci parla. In quest’occasione, invece, abbiamo fatto esperienza di cosa significhi limitarsi a focalizzarsi completamente su quanto condivide il nostro interlocutore.

In conclusione, abbiamo dedicato un po’ di tempo a confrontarci sul significato di quest’ultima esperienza, riconoscendo la validità della nostra esperienza di per sé, senza bisogno di registrarla necessariamente.

Chris Martin, leader dei Coldplay

Il riferimento è a Chris Martin, leader dei Coldplay, il quale nei concerti propone ai fan di non utilizzare lo smartphone per l’intera durata di un pezzo. Solo mettendo quelle che costituiscono forme di distrazione, infatti, è possibile essere veramente presenti alla propria esperienza, che ha valore di per sé, senza la necessità di essere necessariamente condivisa.

“TO DO” per la prossima volta:
  • Continuare a compilare il Diario del benessere digitale
  • Creare un simbolo (come, ad esempio, porre un oggetto nel nostro ambiente in un certo modo) in grado di aiutarci a prendere consapevolezza delle nostre intenzioni;
  • Cercare almeno un meme non conosciuto da più di una persona sul gruppo (inviandolo sul gruppo Whapp entro il prossimo incontro)
  • Fare 5′ al giorno di “respirazione armonica” (qui è possibile trovare la spiegazione di un nuovo movimento!)
  • Fare 5′ al giorno di pausa ascoltando il Podcast sottostante. Durante l’ascolto, si consiglia di stare seduti o sdraiati e non fare nulla: limitarsi ad ascoltare il podcast con gli occhi chiusi.