Scovare le Fake News e gestire le proprie emozioni

Per l’effetto farfalla, un semplice battito d’ali è in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo: piccole azioni possono generare grandi cambiamenti.

Abbiamo iniziato questo incontro riflettendo sulla possibilità di avere un impatto (positivo o negativo) sul mondo attraverso la produzione e condivisione di contenuti multimediali, un’occasione unica nella storia dell’umanità!

Nel comunicare online, però, esistono alcune problematiche da gestire, tra cui un eventuale fraintendimento del nostro messaggio. In questo hanno un ruolo fondamentale il processo di intenzionalizzazione (da parte di chi scrive) e reintenzionalizzazione (da parte di chi legge) che vengono messi in atto durante la fruizione di ogni contenuto condiviso online. Da qui, il suggerimento di chiederci “cosa ho intenzione di comunicare?” prima di pubblicare, in modo da chiarire a noi stessi il focus del contenuto, rendendo maggiormente chiaro il messaggio da comunicare.

Questi temi ci hanno condotto a discutere di Fake News, e dei modi in cui riconoscerle. Per smascherare le bufale ci siamo muniti del decalogo di Facebook per riconoscere le Fake News e abbiamo affinato le nostre modalità di Fact checking, dando particolare importanza alla fonte dell’informazione.

Abbiamo quindi individuato i principali canali ufficiali di informazione (cronaca italiana, internazionale e sportiva), che se consultati permettono di mantenersi aggiornati sviluppando senso critico con cui riconoscere le Fake News. A riguardo, può essere utile inserire nella propria routine di benessere quotidiano l’attività “10 minuti per informarsi”, con cui si dedica all’informazione consapevole un momento della giornata. Così facendo, ci si mantiene informati evitando l’information overload.

A seguito di questa full immersion sul discorso Fake News, una buona parte dell’incontro è stato dedicato al riconoscimento delle emozioni esperite online ed alla loro gestione.

Ansia, invidia, nervosismo e scoramento possono passare inosservate, e spesso la nostra reazione consiste nel passarci sopra ed ignorarle, continuando quindi nella maggior parte dei casi ad usare il nostro smartphone.

In quest’incontro, invece, abbiamo scelto di “andare offline connettendoci con noi stessi“, riconoscendo come sia possibile modificare il nostro stato d’animo e le nostre emozioni passando per la via del corpo. In un training, infatti, abbiamo sperimentato diverse tecniche per le gestione delle emozioni, che potranno far parte della nostra routine di benessere digitale: le respirazioni diaframmatiche, il rilassamento corporeo e la visualizzazione del nostro posto sicuro.

A seguito del training abbiamo simulato un risveglio tramite esercizi di stretching consapevole, che possono essere integrati in una routine di risveglio efficace.

Il quarto incontro si è concluso con l’esercizio “Stai alle pezze o stai alle porte?” con cui abbiamo analizzato le relazioni presenti tra postura ed emozioni. Continueremo ad eseguire questo esercizio per tutta la settimana.

“TO DO” per la prossima volta:
  • Proseguire nella compilazione del proprio Diario del benessere digitale.
  • Stabilizzare il proprio luogo sicuro, ascoltando per almeno 4 volte il seguente podcast:
  • Fare una classifica delle diverse tecniche per il benessere sperimentate finora (meditazioni, movimenti armonici, respirazioni diaframmatiche, rilassamento e luogo sicuro) ordinandole per preferenza. Riconoscere cosa abbiamo apprezzato di più ci sarà utile per la costruzione della routine di benessere digitale. Se volessimo risperimentarle, tutte le tecniche apprese finora sono consultabili a questo indirizzo .
  • Fare l’esercizio “stai alle pezze o alle porte?” quando passiamo sotto una porta. Se non ti ricordi di cosa si tratta, ascolta il podcast!
  • Eseguire quotidianamente lo “Stop exercise“, ascoltando quotidianamente i seguente podcast come sottofondo alle nostre attività.