Presenza corporea e “accorgersi di”

L’intero settimo incontro è stato dedicato alla conspevolezza corporea. Come abbiamo avuto modo di sperimentare, l’attitudine di “accorgersi dipassa dalla via del corpo e dei nostri sensi.

Attraverso la presenza corporea è possibile sviluppare un’atmosfera di curiosità, fiducia ed accoglienza con cui esplorare il nostro mondo interiore.

In che modo?

Prestando attenzione via via a specifici stimoli (il respiro, le sensazioni corporee,…) osservando ciò che accade mentre accade.

Fare questo sembra semplice ma è complesso, spesso anche per via del giudizio: quella parte di noi che talvolta emerge valutandoci, attaccandoci e sabotandoci. Durante gli esercizi, quando il giudizio emerge, proviamo a lasciarlo andare: si tratta di una produzione della nostra mente, non una sensazione corporea.

Eseguendo gli esercizi, accadrà più volte di accorgerci di essere altrove, distratti da un pensiero o una storia. Questo è normale poiché è ciò che la mente fa di solito. Quando ciò accade, senza giudicarci riportiamo con calma l’attenzione alle sensazioni corporee: è questo il vero senso dell’esercizio, che non è una performance, ma un modo per avvicinarci sempre più al nostro modo di sentire.

Abbiamo quindi eseguito i seguenti esercizi al fine di aumentare la nostra consapevolezza corporea:

  1. Scansione del corpo
  2. Percezione del coinvolgimento di tutto il corpo nella respirazione, tramite la posizione del gatto
  3. Consapevolezza della nostra postura, sperimentando la seduta Seiza
  4. Percezione dei nostri piedi, che abbiamo lavorato con attenzione
  5. Presa di consapevolezza corporea tramite specifica routine
  6. Meditazione camminata (mindful walking)
  7. Spuntino consapevole (mindful eating)

A seguito di questi esercizi abbiamo potuto sentire il nostro corpo diverso, essendo passati dai pensieri alle sensazioni corporee.

Questo stato ci ha portato a riflettere sull’importanza che ha, per il nostro benessere, assaporare una cosa per volta. Ciò si oppone alla frenesia del multitasking: se mangiamo guardando la TV e scorrendo Instagram difficilmente riusciremo a gustare totalmente ciò di cui ci cibiamo… Ciò non significa condannare il multitasking quanto, piuttosto, il riuscire a bilanciare nella nostra quotidianità momenti di multitaking e momenti di assaporamento.

 

La presenza corporea è importante per il nostro benessere digitale in quanto ci permette di “accorgerci di”: accorgerci dei sensi che stiamo utilizzando (che, come abbiamo visto, nei nuovi media sono limitati), della postura che stiamo adattando, di come sentiamo le diverse emozioni nel corpo. Essere presenti vuol dire rompere l’automatismo che talvolta accompagna la nostra quotidianità, accettare di avere i nostri tempi…

Coltivando la presenza potremmo accorgerci di quanto, per esempio, solitamente non riusciamo a stare nell’incertezza: delegando ai nostri device, tendiamo a cercare subito una risposta chiara e univoca ai nostri quesiti. Se siamo presenti a noi stessi possiamo permetterci di sentire com’è stare nell’incertezza, non avere una risposta immediata, e vivere pienamente la nostra realtà.

“TO DO” per la prossima volta:
  • Proseguire nella compilazione del diario del Benessere Digitale
  • Ogni mattina, appena svegli, prendiamo consapevolezza del nostro corpo mettendo in atto la routine di consapevolezza corporea, che possiamo apprendere ascoltando il seguente podcast
  • Pratichiamo la seduta Seiza almeno una volta ogni due giorni, aumentando progressivamente il tempo di seduta. E’ possibile apprendere la seduta Seiza grazie ai seguenti video: video 1  e video 2 (a partire dal minuto 2:50)
  • Portare a termine almeno 5 esercizi di Mindfulness: possiamo scegliere tra Body Scan, Mindful Eating e Mindful Walking.