Il Media Wellbeing è un approccio innovativo che integra in maniera originale 3 saperi: la Media Education, la Psicologia Positiva e la Tecnologia Positiva… Scopriamoli assieme!

La Psicologia Positiva

La Psicologia tradizionale, da più di un secolo, ha maturato la tendenza e focalizzarsi sulla patologia, sui limiti ed i malfunzionamenti, con il proposito di correggere cosa non funziona nelle persone e, quindi, riabilitarle.

A partire degli anni 2000, però, grazie ai contributi degli autorevoli psicologi Martin Seligman e Mihaly Csickszentmihalyi si è sviluppata la Psicologia Positiva, una branca delle scienze psicologiche che si concentra sull’analisi del benessere e delle risorse che gli individui posseggono e/o possono sviluppare ai fini di sviluppare il proprio pieno potenziale. I due psicologi, nel loro articolo “Positive Psychology: An introduction” (Seligman & Csickszentmihalyi, 2000), hanno sottolineato l’importanza di focalizzarsi, nel 21esimo secolo, sui fattori in grado di permettere agli individui ed alle società di progredire.

Psicologia Positiva: una rivoluzione copernicana nelle scienze della mente

La Psicologia Positiva non si sviluppa da un’ottica riparativa, bensì è finalizzata alla costruzione di qualità positive: non si guarda più a cosa non funziona nelle persone ma, partendo da cosa le persone già hanno a disposizione, in che modo queste possano essere ottimizzate per creare condizioni di benessere.

La tecnologia, per esempio, può essere in grado di potenziare le esperienze della vita quotidiana (come ci spiega la Tecnologia Positiva).

La Psicologia Positiva, quindi, permette di favorire il benessere delle persone, ottimizzandone l’esperienza nei contesti quotidiani, agendo su tre piani:

Sul piano soggettivo:

L’individuo, nell’ottica della Psicologia Positiva, viene visto come attivamente impegnato a definire e favorire il proprio benessere.

In una prospettiva passata si valorizzano esperienze quali la memoria di momenti di benessere e appagamento, mentre in una prospettiva prospettiva futura si creano le condizioni in grado di favorire speranza e ottimismo (che, come ci spiega Martin Seligman nel suo libro “Imparare l’ottimismo”, può essere appreso).

Come esperienze del presente si valorizzano: la capacità del soggetto di provare stati di Flow ed emozioni positive, oltre che la capacità di interfacciarsi efficacemente con le sfide che la quotidianità gli pone.

Inoltre, vengono esplorati tratti positivi individuali quali: la capacità di amare e lavorare, il coraggio, la sensibilità estetica, la perseveranza, la capacità di perdonare, l’originalità, l’orientamento al futuro, la spiritualità, il talento, la saggezza.

A livello collettivo e sociale:

La Psicologia Positiva si focalizza sulle virtù civiche e sullo studio delle caratteristiche delle istituzioni in grado di spingere l’individuo ad essere un buon cittadino come la responsabilià, l’altruismo, la moderazione e la tolleranza.

Ancora molto lavoro deve essere fatto per raggiungere e diffondere lo stato di ottimizzazione e benessere di cui parlano Seligman e Csickszentmihalyi nel loro articolo: è un percorso che si costruisce momento dopo momento…

Il Media WellBeing, in quest’ottica, costituisce un processo di promozione del benessere in grado di ottimizzare l’esperienza del momento presente migliorando la qualità dell’interazione che ognuno di noi instaura con i propri device.

Bibliografia:

Seligman, Martin & Csikszentmihalyi, Mihaly. (2000). Positive Psychology: An Introduction. The American psychologist. 55. 5-14.

Seligman, M. E. P. (1991). Learned Optimism (AA Knopf, New York).